Archive for 10 giugno 2009|Daily archive page

Politiche integrate e mestieri

Qualche “materiale” che potrebbe aiutare a riprendere e approfondire alcuni dei temi toccati nella quarta giornata, anticipando un po’ anche  questioni che potrebbero tornare,con più spazio, nella giornata finale.
Dunque l’idea è che discuterne qui, prima del 18, potrebbe rendere più interessante e “calda” la tavola rotonda finale.

Si parte dall”intervento di Giovanni Laino, dove ricompaiono alcune delle sue fisse: dalla necessità di tornare a “spiegare” la realtà (anche se è diventata più complessa) alla opportunità di distinguere e separare meglio certi campi di sapere e/o certi mestieri, evitando una tendenza ad occupare tutti gli spazi da parte di quella figura (professionale) che Laino chiama urbanista integrale.

Segue replica di Attilio Belli, che lui definisce  “pistolotto”. Belli prova a spiegare un certo fastidio per l’attacco di Laino al presunto urbanista integrale.  Perché — sostiene — per un verso questa figura non esiste, e ci sono invece saperi e mestieri in competizione, e per un altro verso non avrebbe alcun senso provare a tracciare o rafforzare confini, per difendere delle nicchie di competenza o addirittura professionali.

Infine, gli appunti che  Paola Briata ha utilizzato per il suo primo intervento. Sono davvero appunti, ma articolati e interessanti quasi come l’audio, che forse sarebbe troppo lungo.

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ps. La polentona (come affettuosamente è stata ormai definita Paola dopo la discussione) aveva lasciato a chi si occupa di questo posto il compito di decidere se “pubblicare” gli appunti. Dunque  grazie di cuore per la disponibilità ad esporsi, di nuovo e anche in una versione provvisoria.

Le parole per dirlo

Ancora sulla questione del linguaggio:  sulle parole, che utilizziamo o che non utilizziamo.
Domenica lo spunto proposto era un gioco visivo, la nuvola dei tag creata automaticamente da questo blog.  Oggi si aggiunge l’intervento di Giancarlo Paba, dalla quarta giornata, quella dedicata al “quartiere”.
Perché Paba sostiene (fra altre cose) che il … vezzo (?) di non utilizzare più molte parole comuni — e (perciò)  cariche di significato — non è detto affatto che ci aiuti. Anzi,  a volte decisamente danneggia, come si vede bene, per esempio, nel caso degli ormai mitici non-luoghi.

I libri della quinta giornata / Cottino

competenzeP. Cottino, Competenze Possibili. Sfera pubblica e potenziali sociali nella città, Jaca Book, Milano 2009

Esistono dei ‘potenziali sociali’ non istituzionali che possono rivelarsi utili;  spesso la loro organizzazione ha saputo dare risposte concrete e sostenibili alla gestione di situazioni urbane. L’attenzione dell’autore si focalizza sugli aspetti processuali caratterizzanti questo tipo di esperienze.
Si propone, dunque, di superare “il ‘limitante’ punto di vista istituzionale” per la costruzione di processi che conducano al trattamento di domande collettive. Proprio perché la società è cambiata, ed è molto più disomogenea e articolata che in passato, si rende necessaria una ridefinizione delle politiche istituzionali che dovrebbero “anziché tendere alla semplificazione (che riduce), cogliere la complessità”.

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I libri della quinta giornata /in movimento

in-movimentoA.  Balducci, V. Fedeli, G. Pasqui (a cura di), In Movimento. Confini, popolazioni e politiche nel territorio milanese, Franco Angeli, Milano 2008

Paradossi ‘definitivi’.  Come ridurre la distanza che spesso intercorre tra l’evoluzione di fenomeni urbani e la costruzione di politiche ad essi relative? Quali strumenti sono capaci di cogliere i fenomeni che determinano trasformazioni nel contesto urbano? Quale atteggiamento può assumere l’autorità preposta alla gestione del territorio in un contesto urbano in continua evoluzione?

Il testo, frutto di una ricerca svolta sull’area metropolitana milanese, tenta di rispondere a questi interrogativi, proponendo il movimento come chiave di lettura;  la mobilità infatti è considerata un punto di vista privilegiato perché rappresenta la società contemporanea, ne ricostruisce i margini e la caratterizzazione, e dunque si rivela appropriata per indagare e comprendere le trasformazioni delle città contemporanee, e della realtà  milanese in particolare.

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