Archive for the ‘1a giornata’ Category

Riflettendo sui percorsi formativi

Per gli appuntamenti di domani, 2 post, più giù

Tra i temi trattati nella prima giornata, emerge quello della formazione nel contesto italiano. Tra gli ospiti presenti alla tavola rotonda, ne hanno parlato soprattutto Roberta Amirante e Alessandro Balducci.

Roberta Amirante — da presidente del corso di laurea a ciclo unico di Napoli, ma anche da persona che si occupa di progetto urbano alla architetto, come dice nell’intervento — si è posta e ha posto soprattutto domande intorno al nocciolo dell’urbanistica, partendo da nodi  di comune interesse per le diverse tradizioni disciplinari presenti nelle facoltà di Architettura.

Sandro Balducci — che  sui percorsi formativi innovativi riflette in e con le pratiche da oltre dieci anni, e che può contare sulla esperienza maturata nel contesto particolare del Politecnico di Milano — ha ripercorso le diverse vite del corso di laurea  in Urbanistica e pianificazione di là, mettendo in luce  le opportunità offerte da quel pluralismo della formazione che è  caratteristica originale  italiana.

Da entrambi gli interventi, infine, spunta  il tema della responsabilità (Amirante) e della apertura al mondo (Balducci).
Perché si può avere una certa fiducia — e non solo pensare che “le cose ci stanno crollando sotto i piedi”, per dirla con Balducci — se l’università riesce (ancora, o di nuovo) a formare persone  in grado di intendere (e trattare ) la domanda che viene dalla società.
A quella  domanda — sostiene invece  Alberto Clementi — oggi, gli urbanisti italiani, nonostante il raffinato dibattito teorico (o proprio  in ragione di esso?)  non sembrano  in grado di rispondere.
O almeno, questo è il fantasma che sembra profilarsi quando si guarda a molte delle vicende  recenti, dal piano casa a L’Aquila.

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La provocazione

Alla discussione sui volumi della prima giornata hanno partecipato Attilio Belli, Alessandro Dal Piaz, Cristina Bianchetti e Stefano Moroni.

In attesa di poter (ri)ascoltare l’intervento provocatorio di Stefano Moroni (il file audio è  in lavorazione, ma c’è qualche problema tecnico), potete leggere  gli appunti (ex post) di Cristina Bianchetti, quelli (ex ante) di Sandro Dal Piaz e quelli di Attilio Belli.

E ovviamente, se volete,  la discussione può riprendere qui, nei commenti.

Per una critica della governance

Ascolta l’intervento di Carlo Donolo alla tavola rotonda della prima giornata.
Potrebbe essere interessante discuterne ancora.

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ps/glossario
Una piccola rassegna per i significati di governance, dai materiali del Formez. E una spiegazione fai-da-te, più sintetica.


I libri della prima giornata/ Perulli

perulliPaolo Perulli, Visioni di città. Le forme del mondo spaziale, Einaudi, Torino 2009

Il testo rivela come oggi, a fronte della dissoluzione della forma urbana e della relativa struttura sociale, alcuni sociologi si dedichino allo studio dell’articolazione spaziale dei rapporti sociali, alla lettura della “immaginazione geografica”, all’uso di tecniche interpretative di tipo induttivo e figurale. Con un percorso che potremmo dire di ritorno rispetto a quello avvenuto nel secondo Novecento, quando gli urbanisti muovono verso le scienze sociali, queste ultime sembrano oggi indirizzarsi verso procedimenti tradizionalmente propri delle arti figurative e dell’architettura. Per Paolo Perulli, in particolare, le visioni di città sono tracce che persistono nella memoria collettiva, residui di forma urbis scampati alla dissoluzione della società pre-industriale. Sorta di archetipi junghiani, le visioni  sopravvivono, nell’inconscio sociale, alla dialettica dell’illuminismo ed assurgono a “irrinunciabili direzioni di senso della nostra civilizzazione”.

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I libri della prima giornata/Bianchetti

i-boo-urbanistica-e-sfera-pubblica-largeCristina Bianchetti, Urbanistica e sfera pubblica, Donzelli, Roma 2008

Il testo tratta del ruolo dell’urbanistica nella società contemporanea: dell’affievolirsi delle relazioni tra proposizioni disciplinari ed opinione pubblica e della posizione marginale che il sapere sullo spazio sembra occupare nella concreta sua trasformazione.

La trattazione è articolata secondo una struttura saggistica apparentemente lineare – con una descrizione di casi-studio inquadrati da riflessioni teoriche – ma che ad una attenta lettura svela un carattere segnatamente ciclico, fatto di continue oscillazioni tra discorso teorico generale e narrativa. I due registri, che mai sono in rapporto di esemplificazione diretta, generano, così disposti, un ritmo a tratti sincopato, adeguato alla restituzione del complesso intreccio di riflessioni che propone l’autrice: interessata non a fornire soluzioni ma a definire difficoltà, stanare contraddizioni, cristallizzare paradossi, mettere in tensione posizioni critiche e competenze disciplinari tradizionalmente anche non contigue.

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Tavola rotonda iniziale

Alla tavola rotonda iniziale, introdotta da Attilio Belli,  hanno partecipato, come da programma, Roberta Amirante, Alessandro Balducci, Alberto Clementi, Carlo Donolo e  Chiara Mazzoleni. Poi, nel pomeriggio, prima della discussione sui due volumi, c’è stato l’intervento differito di Piero Properzi, che era rimasto a lungo bloccato nel traffico napoletano.
Di seguito, potete leggere l’intervento introduttivo di Belli.

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Maintenant: per un nuovo ciclo
Intervento di Attilio Belli

Sarò molto rapido. Quali sono i motivi  che ci hanno indotto a prendere questa iniziativa?

C’è anzitutto un’intenzione semplice, didattica, che viene dall’interno del nostro dottorato di ricerca, che è quella di fornire uno stimolo ai dottorandi:  un invito ad andare oltre le specifiche bibliografie delle tesi, a tenersi costantemente informati,  a  cercare di capire quanto sta succedendo al nostro sapere, all’esito delle nostre pratiche (abbiamo costruito insieme un piccolo repertorio di libri, spesso di giovani autori, significativi, dal quale abbiamo selezionato i quattordici libri che discuteremo); e anche fornire un contributo e uno stimolo alla Scuola di dottorato della Facoltà di Architettura, e all’intera Facoltà, per rendere il nostro apporto meglio identificabile.  E per considerare insieme le prospettive della formazione in urbanistica e pianificazione territoriale.

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