Archive for the ‘4a giornata’ Category

Politiche integrate e mestieri

Qualche “materiale” che potrebbe aiutare a riprendere e approfondire alcuni dei temi toccati nella quarta giornata, anticipando un po’ anche  questioni che potrebbero tornare,con più spazio, nella giornata finale.
Dunque l’idea è che discuterne qui, prima del 18, potrebbe rendere più interessante e “calda” la tavola rotonda finale.

Si parte dall”intervento di Giovanni Laino, dove ricompaiono alcune delle sue fisse: dalla necessità di tornare a “spiegare” la realtà (anche se è diventata più complessa) alla opportunità di distinguere e separare meglio certi campi di sapere e/o certi mestieri, evitando una tendenza ad occupare tutti gli spazi da parte di quella figura (professionale) che Laino chiama urbanista integrale.

Segue replica di Attilio Belli, che lui definisce  “pistolotto”. Belli prova a spiegare un certo fastidio per l’attacco di Laino al presunto urbanista integrale.  Perché — sostiene — per un verso questa figura non esiste, e ci sono invece saperi e mestieri in competizione, e per un altro verso non avrebbe alcun senso provare a tracciare o rafforzare confini, per difendere delle nicchie di competenza o addirittura professionali.

Infine, gli appunti che  Paola Briata ha utilizzato per il suo primo intervento. Sono davvero appunti, ma articolati e interessanti quasi come l’audio, che forse sarebbe troppo lungo.

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ps. La polentona (come affettuosamente è stata ormai definita Paola dopo la discussione) aveva lasciato a chi si occupa di questo posto il compito di decidere se “pubblicare” gli appunti. Dunque  grazie di cuore per la disponibilità ad esporsi, di nuovo e anche in una versione provvisoria.

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Le parole per dirlo

Ancora sulla questione del linguaggio:  sulle parole, che utilizziamo o che non utilizziamo.
Domenica lo spunto proposto era un gioco visivo, la nuvola dei tag creata automaticamente da questo blog.  Oggi si aggiunge l’intervento di Giancarlo Paba, dalla quarta giornata, quella dedicata al “quartiere”.
Perché Paba sostiene (fra altre cose) che il … vezzo (?) di non utilizzare più molte parole comuni — e (perciò)  cariche di significato — non è detto affatto che ci aiuti. Anzi,  a volte decisamente danneggia, come si vede bene, per esempio, nel caso degli ormai mitici non-luoghi.

I libri della quarta giornata / Cremaschi

tracce di quartieriM. Cremaschi (a cura di), Tracce di quartieri. Il legame sociale nella città che cambia, Franco Angeli

Il quartiere è uno degli elementi più umani nella struttura della città (Joel Diaz 2006). Forse è proprio questa sua dimensione così incredibilmente fisica, carnale, misurabile attraverso l’esperienza corporea, che, in un’epoca di legami invisibili, di società liquida (Baumann Z. 2007), di luoghi di contatto virtuale, di ingombranti cambiamenti sociali e urbani, lo rende ancora oggi un’efficace lente di ingrandimento attraverso cui guardare la città.
Abitanti nuovi e vecchi, immigrati, borgatari, turisti, artisti, city user (Martinotti 2001) e altre umanità, continuano, infatti, a tessere reti relazionali, a costituire comunità, a interagire nelle più semplici routine individuali e collettive, ma soprattutto a fare tutto ciò nel quartiere, spazio che il corpo misura nell’esperienza quotidiana.
Le narrazioni che si avvicendano in questa raccolta di tracce di quartieri disegnano geografie umane e urbane che hanno il merito di svelare complessità di senso e di identità, di quartieri troppo spesso omologati e liquidati con aggettivi stereotipati, che tendono a marcarne solo il carattere periferico e/o marginale rispetto alla città ufficiale, facendoli ricadere nel calderone dei “quartieri problematici”, da trattare con politiche ancora troppo poco differenziate e incisive.

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I libri della quarta giornata / Briata

frontieraP. Briata, Sul filo della frontiera, Franco Angeli

Il quadro tematico entro cui si colloca il libro è quello delle politiche di rigenerazione urbana, che nascono per fare fronte alle condizioni di degrado e marginalità in cui versano molte aree urbane europee, secondo un approccio innovativo a carattere fortemente integrato. Il testo analizza, nello specifico, il caso di Spitalfields, un quartiere multietnico situato nella zona est di Londra a ridosso del distretto finanziario della City, sullo sfondo delle politiche di rigenerazione urbana avviate in Gran Bretagna nel corso degli anni Novanta. Si tratta prevalentemente di politiche mirate a contesti ad alto tasso di deprivazione sociale ed economica, basate su interventi integrati e con una notevole apertura dei processi decisionali verso le comunità locali. Il carattere integrato di queste politiche è dato dall’intreccio di interventi sullo spazio fisico, interventi a sostegno dello sviluppo economico locale e misure di contrasto dei fenomeni di esclusione sociale.

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