Archive for the ‘interventi ospiti’ Category

Politiche integrate e mestieri

Qualche “materiale” che potrebbe aiutare a riprendere e approfondire alcuni dei temi toccati nella quarta giornata, anticipando un po’ anche  questioni che potrebbero tornare,con più spazio, nella giornata finale.
Dunque l’idea è che discuterne qui, prima del 18, potrebbe rendere più interessante e “calda” la tavola rotonda finale.

Si parte dall”intervento di Giovanni Laino, dove ricompaiono alcune delle sue fisse: dalla necessità di tornare a “spiegare” la realtà (anche se è diventata più complessa) alla opportunità di distinguere e separare meglio certi campi di sapere e/o certi mestieri, evitando una tendenza ad occupare tutti gli spazi da parte di quella figura (professionale) che Laino chiama urbanista integrale.

Segue replica di Attilio Belli, che lui definisce  “pistolotto”. Belli prova a spiegare un certo fastidio per l’attacco di Laino al presunto urbanista integrale.  Perché — sostiene — per un verso questa figura non esiste, e ci sono invece saperi e mestieri in competizione, e per un altro verso non avrebbe alcun senso provare a tracciare o rafforzare confini, per difendere delle nicchie di competenza o addirittura professionali.

Infine, gli appunti che  Paola Briata ha utilizzato per il suo primo intervento. Sono davvero appunti, ma articolati e interessanti quasi come l’audio, che forse sarebbe troppo lungo.

::

ps. La polentona (come affettuosamente è stata ormai definita Paola dopo la discussione) aveva lasciato a chi si occupa di questo posto il compito di decidere se “pubblicare” gli appunti. Dunque  grazie di cuore per la disponibilità ad esporsi, di nuovo e anche in una versione provvisoria.

So, what?

circolare90_partE allora? A che serve la ricerca? A che serve, per esempio, sostenere che le popolazioni non sono da qualche parte lì fuori, ma siamo noi che le riconosciamo, a partire dalla osservazione di certe pratiche?
Per certi aspetti — è la tesi di Gabriele Pasqui — si può anche rispondere “allora niente”. Ovvero, si fa ricerca anche solo per capire meglio alcune cose, se ci si riesce. E basta. Senza l’ossessione della utilità immediata  (e  invece, provando a verificare se un programma di ricerca come quello abbozzato nel libro “regge” davvero).

Però, a ben vedere, qualche conseguenza pratica dei discorsi sulle popolazioni c’è. In varie direzioni.
Continua a leggere

Riflettendo sui percorsi formativi

Per gli appuntamenti di domani, 2 post, più giù

Tra i temi trattati nella prima giornata, emerge quello della formazione nel contesto italiano. Tra gli ospiti presenti alla tavola rotonda, ne hanno parlato soprattutto Roberta Amirante e Alessandro Balducci.

Roberta Amirante — da presidente del corso di laurea a ciclo unico di Napoli, ma anche da persona che si occupa di progetto urbano alla architetto, come dice nell’intervento — si è posta e ha posto soprattutto domande intorno al nocciolo dell’urbanistica, partendo da nodi  di comune interesse per le diverse tradizioni disciplinari presenti nelle facoltà di Architettura.

Sandro Balducci — che  sui percorsi formativi innovativi riflette in e con le pratiche da oltre dieci anni, e che può contare sulla esperienza maturata nel contesto particolare del Politecnico di Milano — ha ripercorso le diverse vite del corso di laurea  in Urbanistica e pianificazione di là, mettendo in luce  le opportunità offerte da quel pluralismo della formazione che è  caratteristica originale  italiana.

Da entrambi gli interventi, infine, spunta  il tema della responsabilità (Amirante) e della apertura al mondo (Balducci).
Perché si può avere una certa fiducia — e non solo pensare che “le cose ci stanno crollando sotto i piedi”, per dirla con Balducci — se l’università riesce (ancora, o di nuovo) a formare persone  in grado di intendere (e trattare ) la domanda che viene dalla società.
A quella  domanda — sostiene invece  Alberto Clementi — oggi, gli urbanisti italiani, nonostante il raffinato dibattito teorico (o proprio  in ragione di esso?)  non sembrano  in grado di rispondere.
O almeno, questo è il fantasma che sembra profilarsi quando si guarda a molte delle vicende  recenti, dal piano casa a L’Aquila.

La provocazione

Alla discussione sui volumi della prima giornata hanno partecipato Attilio Belli, Alessandro Dal Piaz, Cristina Bianchetti e Stefano Moroni.

In attesa di poter (ri)ascoltare l’intervento provocatorio di Stefano Moroni (il file audio è  in lavorazione, ma c’è qualche problema tecnico), potete leggere  gli appunti (ex post) di Cristina Bianchetti, quelli (ex ante) di Sandro Dal Piaz e quelli di Attilio Belli.

E ovviamente, se volete,  la discussione può riprendere qui, nei commenti.

Per una critica della governance

Ascolta l’intervento di Carlo Donolo alla tavola rotonda della prima giornata.
Potrebbe essere interessante discuterne ancora.

::

ps/glossario
Una piccola rassegna per i significati di governance, dai materiali del Formez. E una spiegazione fai-da-te, più sintetica.