I libri della terza giornata/ Sampieri

cover sampieri Angelo  Sampieri, Nel paesaggio, Donzelli, Roma 2008

Dopo le prime pagine del denso libro di Sampieri, ci si potrebbe chiedere se non sarebbe stato meglio definire preliminarmente l’oggetto del discorso, estirparlo dalla prateria teorica dove “tutto è paesaggio”, fornendone una propria definizione sulla quale successivamente intendersi.
La risposta arriva, però, qualche pagina dopo, nel capitolo sulla dimensione comunicativa del paesaggio. Nella varietà di riviste e contributi teorici che si muovono attorno a questo tema, viene riconosciuta una sfocatura di fondo, un’incertezza definitoria, un’idea a volte vaga — o astutamente vaga — di paesaggio che tuttavia, di contro, aiuta a comprendersi, apre la discussione, accoglie contributi che concetti univocamente definiti rifiuterebbero improvvidamente.

Read more »

Annunci

I libri della terza giornata/ Pizzo

complessita'Barbara  Pizzo, La costruzione del paesaggio, Officina Edizioni, Roma 2007

Se il paesaggio diventa l’oggetto. Ad una prima lettura il lavoro di Pizzo pare orientato verso un impianto prettamente teoretico, anche se non è da sottovalutare lo sguardo rivolto alle pratiche, rispetto alle quali l’autrice muove le sue riflessioni più lucide e verso le quali è in realtà rivolto l’intero lavoro di ricerca. In risposta alla domanda ancora imperante nel dibattito sul tema sul se e perché il paesaggio debba (o possa) essere pianificato, Pizzo afferma convintamente che esso debba costituire l’oggetto degli strumenti di pianificazione.

Read more »

Riflessioni in pratica

Dopo la prova della giornata di ieri, Attilio Belli propone qualche considerazione sulla formula, sui primi esiti e sugli sviluppi futuri di questa iniziativa.
E sulla produttività del leggere davvero, benché si tratti di una azione difficile.

::

Se la lettura è ben fatta …
di Attilio Belli

Dopo la  seconda giornata di discussione di “Maintenant l’urbanistica”, dei libri di Bianchetti e Perulli, di Attili e Pasqui, sembra possibile fare una prima consolante considerazione sulla formula dell’iniziativa.
Read more »

So, what?

circolare90_partE allora? A che serve la ricerca? A che serve, per esempio, sostenere che le popolazioni non sono da qualche parte lì fuori, ma siamo noi che le riconosciamo, a partire dalla osservazione di certe pratiche?
Per certi aspetti — è la tesi di Gabriele Pasqui — si può anche rispondere “allora niente”. Ovvero, si fa ricerca anche solo per capire meglio alcune cose, se ci si riesce. E basta. Senza l’ossessione della utilità immediata  (e  invece, provando a verificare se un programma di ricerca come quello abbozzato nel libro “regge” davvero).

Però, a ben vedere, qualche conseguenza pratica dei discorsi sulle popolazioni c’è. In varie direzioni.
Read more »

Riflettendo sui percorsi formativi

Per gli appuntamenti di domani, 2 post, più giù

Tra i temi trattati nella prima giornata, emerge quello della formazione nel contesto italiano. Tra gli ospiti presenti alla tavola rotonda, ne hanno parlato soprattutto Roberta Amirante e Alessandro Balducci.

Roberta Amirante — da presidente del corso di laurea a ciclo unico di Napoli, ma anche da persona che si occupa di progetto urbano alla architetto, come dice nell’intervento — si è posta e ha posto soprattutto domande intorno al nocciolo dell’urbanistica, partendo da nodi  di comune interesse per le diverse tradizioni disciplinari presenti nelle facoltà di Architettura.

Sandro Balducci — che  sui percorsi formativi innovativi riflette in e con le pratiche da oltre dieci anni, e che può contare sulla esperienza maturata nel contesto particolare del Politecnico di Milano — ha ripercorso le diverse vite del corso di laurea  in Urbanistica e pianificazione di là, mettendo in luce  le opportunità offerte da quel pluralismo della formazione che è  caratteristica originale  italiana.

Da entrambi gli interventi, infine, spunta  il tema della responsabilità (Amirante) e della apertura al mondo (Balducci).
Perché si può avere una certa fiducia — e non solo pensare che “le cose ci stanno crollando sotto i piedi”, per dirla con Balducci — se l’università riesce (ancora, o di nuovo) a formare persone  in grado di intendere (e trattare ) la domanda che viene dalla società.
A quella  domanda — sostiene invece  Alberto Clementi — oggi, gli urbanisti italiani, nonostante il raffinato dibattito teorico (o proprio  in ragione di esso?)  non sembrano  in grado di rispondere.
O almeno, questo è il fantasma che sembra profilarsi quando si guarda a molte delle vicende  recenti, dal piano casa a L’Aquila.

Memo. 2a giornata

Vi ricordo che la seconda puntata dell’inizitiva è per giovedì prossimo, 14 maggio, alle 10:00 sempre  nell’aula Gioffredo della Facoltà di Architettura.

Questa volta, l’attenzione è rivolta ai Nuovi soggetti della città e la chiave interpretativa indicata è “la città come nodo di flussi che s’incontrano e faticano a riconoscersi”.
I testi di Giovanni Attili e Gabriele Pasqui (schede nei post più giù) che fanno da spunto per la riflessione  saranno presentati da Laura Lieto e Maria Federica Palestino.  Fa da  discussant  Lidia Decandia. Saranno presenti gli autori  (come si suol dire).

::

Domandina laterale.  Sarà proprio un caso che a parlare di nuovi soggetti siano tre  donne?

Avviso ai naviganti

birillo_lavori-in-corsoQuesto blog è appena nato e ancora per qualche giorno sarà — come si dice —  in costruzione.
Se ci siete capitati per caso, considerate dunque che nei post ci possono essere anche alcuni contenuti  “sperimentali” e non del tutto “ripuliti”.

In tutti i casi, ogni commento nel merito dei temi proposti e/o suggerimento  sul blog stesso (tipo: cosa ci vorrei trovare) è benvenuto.

Seconda giornata/ Un extra

Laura Lieto e Federica Palestino, che introdurranno il dibattito sui libri di Gabriele Pasqui e Giovanni Attili, approfittando anche della presenza di quest’ultimo, hanno organizzato per il pomeriggio di giovedì 14 maggio la proiezione del prodotto multimediale utilizzato nella ricerca.

attili_esquilino2

L’appuntamento è per le ore 15, nella ex-aula del consiglio del Dipartimento di Progettazione urbana e di Urbanistica (via Forno vecchio 36, scala E o F, V piano).
L’extra è dedicato in modo particolare ai dottorandi, ma come sempre la partecipazione è aperta a tutti.

flyer esquilino (pdf)

I libri della seconda giornata/ Pasqui

i-boo-citta-popolazioni-politiche-large Gabriele Pasqui, Città, popolazioni, politiche, Jaca Book, Milano 2008

::
Leggi gli stralci del volume su Google Books
::

Il libro si occupa dei fenomeni urbani contemporanei attraverso l’incontro con le popolazioni urbane, tematizzate come effetti di pratiche d’uso.
L’autore pone alla base del suo discorso tre domande. Come le politiche possono essere attraversate dalla vita quotidiana e dall’innovazione sociale? Come recuperare una istanza fenomenologica nella descrizione e nel progetto della città? Come rimediare alla rottura dei rapporti tradizionali tra società insediate e territorio?  Il percorso che muove da questi quesiti si articola in più passaggi.

Read more »

I libri della seconda giornata/ Attili

attiliGiovanni Attili,  Rappresentare la città di migranti. Storie di vita e di pianificazione urbana, Jaca Book, Milano 2008

::
leggi gli stralci del volume su Google Books
::

I fenomeni migratori sono oggi in crescita e ciò causa trasformazioni sempre più rilevanti dei luoghi e delle città. «Le città divengono coacervo di differenze, contraddizioni, conflitti». Il nomade è allora, secondo Attili, colui che resiste all’omologazione, aprendosi in maniera creativa alle trasformazioni, andando a rompere le rigide armature che imprigionano la disciplina urbanistica. L’obiettivo dell’urbanistica, secondo l’autore, è «la ridefinizione dell’abitare dell’uomo nel mondo mediante l’interazione con altri orizzonti disciplinari».

Read more »

La provocazione

Alla discussione sui volumi della prima giornata hanno partecipato Attilio Belli, Alessandro Dal Piaz, Cristina Bianchetti e Stefano Moroni.

In attesa di poter (ri)ascoltare l’intervento provocatorio di Stefano Moroni (il file audio è  in lavorazione, ma c’è qualche problema tecnico), potete leggere  gli appunti (ex post) di Cristina Bianchetti, quelli (ex ante) di Sandro Dal Piaz e quelli di Attilio Belli.

E ovviamente, se volete,  la discussione può riprendere qui, nei commenti.

Per una critica della governance

Ascolta l’intervento di Carlo Donolo alla tavola rotonda della prima giornata.
Potrebbe essere interessante discuterne ancora.

::

ps/glossario
Una piccola rassegna per i significati di governance, dai materiali del Formez. E una spiegazione fai-da-te, più sintetica.


I libri della prima giornata/ Perulli

perulliPaolo Perulli, Visioni di città. Le forme del mondo spaziale, Einaudi, Torino 2009

Il testo rivela come oggi, a fronte della dissoluzione della forma urbana e della relativa struttura sociale, alcuni sociologi si dedichino allo studio dell’articolazione spaziale dei rapporti sociali, alla lettura della “immaginazione geografica”, all’uso di tecniche interpretative di tipo induttivo e figurale. Con un percorso che potremmo dire di ritorno rispetto a quello avvenuto nel secondo Novecento, quando gli urbanisti muovono verso le scienze sociali, queste ultime sembrano oggi indirizzarsi verso procedimenti tradizionalmente propri delle arti figurative e dell’architettura. Per Paolo Perulli, in particolare, le visioni di città sono tracce che persistono nella memoria collettiva, residui di forma urbis scampati alla dissoluzione della società pre-industriale. Sorta di archetipi junghiani, le visioni  sopravvivono, nell’inconscio sociale, alla dialettica dell’illuminismo ed assurgono a “irrinunciabili direzioni di senso della nostra civilizzazione”.

Read more »

I libri della prima giornata/Bianchetti

i-boo-urbanistica-e-sfera-pubblica-largeCristina Bianchetti, Urbanistica e sfera pubblica, Donzelli, Roma 2008

Il testo tratta del ruolo dell’urbanistica nella società contemporanea: dell’affievolirsi delle relazioni tra proposizioni disciplinari ed opinione pubblica e della posizione marginale che il sapere sullo spazio sembra occupare nella concreta sua trasformazione.

La trattazione è articolata secondo una struttura saggistica apparentemente lineare – con una descrizione di casi-studio inquadrati da riflessioni teoriche – ma che ad una attenta lettura svela un carattere segnatamente ciclico, fatto di continue oscillazioni tra discorso teorico generale e narrativa. I due registri, che mai sono in rapporto di esemplificazione diretta, generano, così disposti, un ritmo a tratti sincopato, adeguato alla restituzione del complesso intreccio di riflessioni che propone l’autrice: interessata non a fornire soluzioni ma a definire difficoltà, stanare contraddizioni, cristallizzare paradossi, mettere in tensione posizioni critiche e competenze disciplinari tradizionalmente anche non contigue.

Read more »