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Memo 3a giornata

mosaico_piastrellePoche righe, solo per ricordare che domani (giovedì 21 maggio), sempre nell’aula Gioffredo della Facoltà di Architettura  dalle 10 alle 13.30, ci sarà la terza puntata del ciclo:  Nuove figure della città: mosaici.

Si parla di polifonie urbane (fragili, latenti) e  di visioni d’insieme prendendo spunto da tre libri che — in modi molto diversi,  come potete vedere dalle schede qui sotto — discutono di paesaggio e territorio. O forse di paesaggi, al plurale.

I  testi di Pizzo, Samperi e Zanfi saranno presentati da Biagio Cillo e Michelangelo Russo. Poi, a mettere carne a fuoco,  come si dice, insieme con con gli autori/autrici (ché questa volta c’è anche una signora), ci sarà Arturo Lanzani.
Infine, con  riferimento alle questioni sollevate da questo post (e relativi commenti),  ci piacerebbe che il dibattito riuscisse a mettere al centro il tema scelto anche più dei contenuti proposti dai singoli volumi.  E che sul tema, appunto, si confrontassero molte e diverse teste, dal vivo (nonostante l’aplomb dell’aula Gioffredo, magari più immaginato che reale: quando c’è consiglio di facoltà quello spazio è animatissimo) ma pure qui.

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I libri della terza giornata/ Zanfi

zanfi_cover_bis Federico Zanfi, Città latenti. Un progetto per l’Italia abusiva, Bruno Mondadori, Milano 2008

Qualità latenti della città abusiva In nessun caso la città appare considerabile come un prodotto esogeno alla società che lo produce, scisso dai modelli di produzione, dagli strumenti di potere e di governo, dallo sviluppo culturale e tecnologico. Tale osservazione risulta particolarmente utile nell’indagare la proliferazione di nuove forme urbane che paiono vanificare il concetto stesso di città.
In che modo il fenomeno dell’abusivismo può essere letto in un quadro di consapevolezza e di vincoli diverso dal passato? Quale punto di vista adottare al fine di elevare gli ambiti non pianificati al rango di città? Quale utilità riveste questa riconsiderazione all’interno del dibattito disciplinare?

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