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Maintenant, altre cose

In attesa di una nuova serie di Maintenant d’urbanistica, utilizziamo questo blog anche per segnalare altre iniziative a cura del dottorato in Urbanistica, a volte organizzate  in collaborazione con altri.

Per esempio, questo seminario internazionale sul caso di un quartiere di Barcellona.

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I libri della quinta giornata / Cottino

competenzeP. Cottino, Competenze Possibili. Sfera pubblica e potenziali sociali nella città, Jaca Book, Milano 2009

Esistono dei ‘potenziali sociali’ non istituzionali che possono rivelarsi utili;  spesso la loro organizzazione ha saputo dare risposte concrete e sostenibili alla gestione di situazioni urbane. L’attenzione dell’autore si focalizza sugli aspetti processuali caratterizzanti questo tipo di esperienze.
Si propone, dunque, di superare “il ‘limitante’ punto di vista istituzionale” per la costruzione di processi che conducano al trattamento di domande collettive. Proprio perché la società è cambiata, ed è molto più disomogenea e articolata che in passato, si rende necessaria una ridefinizione delle politiche istituzionali che dovrebbero “anziché tendere alla semplificazione (che riduce), cogliere la complessità”.

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I libri della quinta giornata /in movimento

in-movimentoA.  Balducci, V. Fedeli, G. Pasqui (a cura di), In Movimento. Confini, popolazioni e politiche nel territorio milanese, Franco Angeli, Milano 2008

Paradossi ‘definitivi’.  Come ridurre la distanza che spesso intercorre tra l’evoluzione di fenomeni urbani e la costruzione di politiche ad essi relative? Quali strumenti sono capaci di cogliere i fenomeni che determinano trasformazioni nel contesto urbano? Quale atteggiamento può assumere l’autorità preposta alla gestione del territorio in un contesto urbano in continua evoluzione?

Il testo, frutto di una ricerca svolta sull’area metropolitana milanese, tenta di rispondere a questi interrogativi, proponendo il movimento come chiave di lettura;  la mobilità infatti è considerata un punto di vista privilegiato perché rappresenta la società contemporanea, ne ricostruisce i margini e la caratterizzazione, e dunque si rivela appropriata per indagare e comprendere le trasformazioni delle città contemporanee, e della realtà  milanese in particolare.

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So, what?

circolare90_partE allora? A che serve la ricerca? A che serve, per esempio, sostenere che le popolazioni non sono da qualche parte lì fuori, ma siamo noi che le riconosciamo, a partire dalla osservazione di certe pratiche?
Per certi aspetti — è la tesi di Gabriele Pasqui — si può anche rispondere “allora niente”. Ovvero, si fa ricerca anche solo per capire meglio alcune cose, se ci si riesce. E basta. Senza l’ossessione della utilità immediata  (e  invece, provando a verificare se un programma di ricerca come quello abbozzato nel libro “regge” davvero).

Però, a ben vedere, qualche conseguenza pratica dei discorsi sulle popolazioni c’è. In varie direzioni.
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I libri della seconda giornata/ Pasqui

i-boo-citta-popolazioni-politiche-large Gabriele Pasqui, Città, popolazioni, politiche, Jaca Book, Milano 2008

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Leggi gli stralci del volume su Google Books
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Il libro si occupa dei fenomeni urbani contemporanei attraverso l’incontro con le popolazioni urbane, tematizzate come effetti di pratiche d’uso.
L’autore pone alla base del suo discorso tre domande. Come le politiche possono essere attraversate dalla vita quotidiana e dall’innovazione sociale? Come recuperare una istanza fenomenologica nella descrizione e nel progetto della città? Come rimediare alla rottura dei rapporti tradizionali tra società insediate e territorio?  Il percorso che muove da questi quesiti si articola in più passaggi.

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Tavola rotonda iniziale

Alla tavola rotonda iniziale, introdotta da Attilio Belli,  hanno partecipato, come da programma, Roberta Amirante, Alessandro Balducci, Alberto Clementi, Carlo Donolo e  Chiara Mazzoleni. Poi, nel pomeriggio, prima della discussione sui due volumi, c’è stato l’intervento differito di Piero Properzi, che era rimasto a lungo bloccato nel traffico napoletano.
Di seguito, potete leggere l’intervento introduttivo di Belli.

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Maintenant: per un nuovo ciclo
Intervento di Attilio Belli

Sarò molto rapido. Quali sono i motivi  che ci hanno indotto a prendere questa iniziativa?

C’è anzitutto un’intenzione semplice, didattica, che viene dall’interno del nostro dottorato di ricerca, che è quella di fornire uno stimolo ai dottorandi:  un invito ad andare oltre le specifiche bibliografie delle tesi, a tenersi costantemente informati,  a  cercare di capire quanto sta succedendo al nostro sapere, all’esito delle nostre pratiche (abbiamo costruito insieme un piccolo repertorio di libri, spesso di giovani autori, significativi, dal quale abbiamo selezionato i quattordici libri che discuteremo); e anche fornire un contributo e uno stimolo alla Scuola di dottorato della Facoltà di Architettura, e all’intera Facoltà, per rendere il nostro apporto meglio identificabile.  E per considerare insieme le prospettive della formazione in urbanistica e pianificazione territoriale.

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